Rivista Eco n.13/2011

Oggi il territorio non offre più spazi residuali da destinare allo smaltimento dei rifiuti, ma richiede che la loro gestione sia inserita all’interno di una pianificazione complessiva, capace di mettere in relazione le diverse componenti del territorio in un processo che conduce ad una destinazione d’uso dello spazio utile per la vita di una comunità organizzata. Lo smaltimento dei rifiuti, quindi, da destinazione d’uso dequalificante diventa uno strumento per costruirenuove destinazioni d’uso.
L’atto pianificatorio connesso alla gestione ed alla realizzazione degli impianti di smaltimento deve consistere in un’attività progettuale che, integrandosi nelle strutture della forma urbana, contribuisca al disegno del territorio, e non deve essere solo conseguenza di esclusioni, di mascheramenti o di forzature dettate dall’emergenza (Linee GuidaCTD, 1997).
L’atto pianificatorio, inoltre, deve tendere all’acquisizione del consenso contestualmente alle scelte decisive e, soprattutto, deve essere finalizzato alla restituzione di una pluralità di funzioni vocate sul territorio.



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Rivista Eco n.13/2011
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Oggi il territorio non offre più spazi residuali da destinare allo smaltimento dei rifiuti, ma richiede che la loro gestione sia inserita all’interno di una pianificazione complessiva, capace di mettere in relazione le diverse componenti del territorio in un processo che conduce ad una destinazione d’uso dello spazio utile per la vita di una comunità organizzata. Lo smaltimento dei rifiuti, quindi, da destinazione d’uso dequalificante diventa uno strumento per costruirenuove destinazioni d’uso.
L’atto pianificatorio connesso alla gestione ed alla realizzazione degli impianti di smaltimento deve consistere in un’attività progettuale che, integrandosi nelle strutture della forma urbana, contribuisca al disegno del territorio, e non deve essere solo conseguenza di esclusioni, di mascheramenti o di forzature dettate dall’emergenza (Linee GuidaCTD, 1997).
L’atto pianificatorio, inoltre, deve tendere all’acquisizione del consenso contestualmente alle scelte decisive e, soprattutto, deve essere finalizzato alla restituzione di una pluralità di funzioni vocate sul territorio.




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